Genere: Techno/House/Minimal
Etichetta: Wagon Repair
Esce su Wagon Repair il nuovo lavoro di Dinky, un lungo percorso nei lati più femminili della minimal, della techno e dell’house più classica, in un certo senso, un disco che trascende i vari generi.
Alejandra Iglesias alias Dinky, nata a Santiago del Cile, cresciuta ascoltando Cocteau Twins, Depeche Mode, Prince e The Cramps, è sempre stata attratta da quell’agglomerato di suoni dall’effetto aspro e stridente, su cui adesso basa le sue pieces.
A metà degli anni ‘90 viene introdotta nel mondo della musica elettronica grazie all’incontro con Ricardo Villalobos, Dandy Jack e Luciano e con loro comincia a mixare e a scalare le classifiche.
A soli 23 anni compone la sua prima tracks con la label tedesca Traum Schaallplatten che lancia il suo sound minimal e ipnotico sulla scena elettronica del momento. Nel 2003 esce il suo secondo album Black Cabaret e poco tempo dopo la Cocoon Records di Sven Vaeth firma la sua hit Acid In My Fridge inserita nelle compilation del Ministry Of Sound e del Fabric. A questo punto Sven Vaeth la vuole con sè all Amnesia di Ibiza, club che ospita artisti del calibro di Miss Kittin e Villalobos, e nell’incisione del Cocoon Mix CD. Continua a leggere ‘Dinky – Anemik’


Avete mai visto uno di quei video in cui le nuvole scorrono velocemente? Bene, se la risposta è si fatelo nuovamente, ma in sottofondo mettete “AB” traccia contenuta all’interno di “Skymotion” nuovo album di Nheap.
“Massimo Discepoli (Nheap) e’ un musicista di Perugia.Si avvicina alla musica nel 1990, suonando la batteria, strumento con il quale esplorerà’ ogni genere musicale, soprattutto jazz e funk, registrando dischi e suonando dal vivo.Nel 2005 inizia lo studio del pianoforte, e a partire dallo stesso periodo comincia a produrre la propria musica.Musica che può essere genericamente definita “elettronica sperimentale”, ma in realtà essa è influenzata da molteplici generi, dal jazz al funk, dalla classica alla contemporanea, e ovviamente anche dall’elettronica,
Mentre tutti i siti specializzati, blog e quant’altro si sono fiondati a parlare di un disco che probabilmente non hanno ancora ascoltato io ho preferito aspettare e ascoltarlo con le mie orecchie, perchè come ci ha insegnato il tempo, non è detto che un grande nome tiri fuori un grande disco.
Mos Def torna in pompa magna e ci regala questo bellissimo lavoro. Si bellissimo, se non fosse per 2 o 3 produzioni evitabilissime. Di fatti “No Hay Nada Mas” e “Workers Comp”, sembrano le classiche tracce che si buttano li, un pò così per riempire degli spazi.
Per chi si fosse perso la nascita di questa stella, Keiran Hebden è probabilmente un piccolo genio, conosciuto come Four Tet , il musicista ha iniziato a comporre utilizzando un computer portatile (ottenuto grazie a un prestito studentesco) dalle modeste prestazioni, di molto inferiori a molti videogiocatori dell’epoca (un pc di medie prestazioni con installato un sistema operativo windows, una scheda audio Soundblaster Live, un hi-fi casalingo e un registratore DAT), eppure con del software di nuova concezione dalle potenti possibilità (Audiomulch, Cool EditPro,Pro Audio 9); tutto quel che gli serve per arrivare diritto e sicuro al primo full-length, Dialogue (Output, 1999).
La compilation mixata del celebre locale Berlinese giunge alla terza release, questa volta ai controlli Konrad Black, per una selezione più dark che mai, l’anima nera del disco è gia ben visibile guardando la cover del booklet.
Gel 1, Metal Carter, Duke Montana, Noyz Narcos, Chicoria, Gast e Camera.
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