Archivio per la categoria 'sub-culture'

Trend & press #4 -> Chiacchiere da Bar…accone!

2 Settimane fa, Richie Hawtin ha utilizzato i social network, twitter e facebook, per diffondere un comunicato stampa poco chiaro, in cui si criticava la politica di un noto locale Berlinese, il Berghain.

Successivamente è stata ricamata su di questo una storia, poco chiara secondo cui, Richie Hawtin e altri individui avrebbero tirato giù un tendone, nel retropalco della consolle, mentre si esibiva Alì Dubfire.

Qui su U.L. ci siamo sempre distaccati da queste chiacchiere da comari, perchè non è questo che ci interessa, noi supportiamo la musica degli artisti, la vita privata è ben altra cosa, tuttavia questo mi ha dato spunto per una lunga riflessione su quanto quello scritto da Hawtin rispecchi la politica di alcuni locali italiani.

Personalmente penso che determinati locali, anche qui in Italia, dovrebbero smetterla con questa ridicola politica di sbandierare che siamo tutti uguali quando alla porta poi si vede quante donne porti come sono, come sei vestito, che taglio di capelli hai (si anche su questo qualcuno ha avuto da ridire).

Qualche sera fa ho visto scene poco gradevoli e molto ingiuste, penso che prima o poi la gente si stancherà di passare 40 minuti in fila con il freddo, che prima o poi le persone, si stancheranno di rimanere fuori perchè a qualcuno non piace il jeans che indossano.

Io capisco perfettamente la selezione all’ingresso, la trovo giusta, ma bisogna saper essere flessibili, bisogna evitare di “cagare fuori dal vaso” perchè una persona che “rosica” ti infama con tutto il suo gruppo di amci non scordiamocelo.

Chiudo l’articolo ricordando a voi gestori di locali, voi che selezionate all’ingresso, voi organizzatori di serate, che esistete perchè ci siamo noi che vi portiamo i nostri soldi  e per nessun’altro motivo.

Un pò di Storia… #2 -> Underground Resistance

http://skinnybabou.canalblog.com/images/UR_Logo.jpgMolti di voi li conosceranno per la celebre “Transition” pubblicata su plus 8, suonata e risuonata, in original mix, remixata e in acappella, ma pochi sapranno in realtà da chi è composto questo formidabile collettivo di Detroit.

Come scritto più in alto, gli Underground Resistance sono un collettivo musicale di Detroit, sono stati e sono attualmente la formazione techno più schierata e attiva politicamente, lo si può intuire già dal fatto che amino definirsi collettivo.

Il loro schieramento anti-capitalista è talmente forte, che li ha portati a ripudiare  in qualsiasi modo la politica delle etichette main-stream, e a fare della techno uno strumento rappresentativo dell’alienazione vissuta nella Motor-City, per gli U.R. la musica non è mai fine a se stessa ma bisogna unire l’utile al dilettevole, quindi la musica per promuovere l’attivismo politico.

Gli U.R. iniziano a produrre musica negli anni ‘80, la formazione iniziale vede Jeff Mills e “Mad” Mike Banks che si uniscono proprio durante il periodo di massima recessione negli Stati Uniti, in una Detroit in piena crisi. Successivamente si unì al collettivo anche Robert “Noise” Hood. Continua a leggere ‘Un pò di Storia… #2 -> Underground Resistance’

Trend & Press #3

Gli organizzatori di Altavoz dati i recenti eventi, hanno deciso di interrompere la programmazione il 24 Ottobre, organizzando incontri e laboratori per sensibilizzare le persone sul tema della droga.
Mi ricordo che quando avevo 16 anni, al massimo ci si faceva le canne, non si toccava la cocaina, e le altre droghe erano un miraggio per un comune ragazzino, si additavano e mitizzavano le persone che erano state ad un rave party.
Oggi viviamo in un epoca dove c’è sempre fretta, fretta di fare questo fretta di scopare, fretta di fumare, di sballarsi di sentirsi grandi,  di bruciare tutte le tappe e spegnersi in un attimo. Comincio a pensare che si è perso il concetto di valore della vita, gente che in una sera mischia alcol, coca, ketamina, md e chi più ne ha più ne metta, non c’è il senso della misura, di cosa è divertimento, di cosa è disinibirsi e di cosa è abusare.
Ma davvero siamo diventati una massa di disagiati?
Io non posso, non voglio credere, che ci sia gente che frequenta determinate serate solamente per abusare di droga.
Non fraintendiamoci io non sono contro le droghe, ognuno fa ciò che vuole nella sua vita, ma signori un richiamo a tutti voi, la musica è ciò che ci unisce, non questo cazzo di sballo collettivo a tutti i costi.
Negli ultimi anni nei locali, è cambiato qualcosa, vedo scene che prima si vedevano solo in posti nascosti, al massimo le vedevi nei bagni, ma che generazione siamo? Davvero rientriamo nel prototipo “Pasticche e discoteca”?
In questo mondo tutti inseguono la felicità, e la felicità è data dal divertimento, ma forse dovremmo chiederci se il concetto di divertimento che abbiamo è quello giusto.
Cliccate su read more per leggere il comunicato stampa di Altavoz. Continua a leggere ‘Trend & Press #3′

Recession Clothing: Guè Pequeno + Cano

Alla vigilia della grande marea, della crisi da più parti evocata, nasce un nuovo brand trasversale che unisce il writing e la musica con una linea di abbigliamento. La recessione è alle porte, anni difficili davanti. Come risposta, due artisti milanesi si uniscono e lanciano la linea ‘Recession‘: oltre ad essere “urban lifestyle” intende anche approcciare il mercato - all’alba della crisi – partendo da strumenti ed intuizioni davvero al passo con i tempi.

I due ideatori sono Cano, pittore impegnato su tela dopo aver fatto storia nel writing, e Guè Pequeno, rapper della crew hip hop Club Dogo. Ecco come la presentano: “Recession non è semplicemente una marca di street-wear. Recession è un movimento. Recession è un punto d’incontro tra la pittura e l’abbigliamento, tra la strada e il fashion. Recession è Techno-hop, Rap ‘n’ Roll. Recession è la t-shirt più cool dell’anno. Recessione e la banconota perde di valore, sporca dentro e (di vernice) fuori. 

 www.recessionclothing.net

Trend & Press #1

L’evoluzione della musica dance è ormai una costante, dopo 2 anni di staticità si intravede una nuova via, non è un caso se molti affermano che questa minimal abbia i giorni contati.

Molti grandi nomi spesso accusati di essere dei moscionari o di avere dubbie capacità puntano sul dub cercando di donare una vibra un pò più robusta a una musica troppo minimale.

Molti dicono che Villalobos come sempre è un avanguardista, e che la sa lunga, se lui suona i bonghetti tutti suonano i bonghetti, se Ricardo suona il dub tutti suonano il dub.

Ma sarà sul serio questa la via?

Io qui ho qualche nome che contraddice totalmente questo trend del dub, tenete d’occhio queste persone signori, Sascha Funke, Sideshow, Joris Voorn, Milton Jackson, Shonky, Ramon Tapia.

Una sola parola tech-house.

Dolce Vita – Stili di Vita Alternativi

Sabato 15 NOVEMBRE esce nelle EDICOLE DELLE PRINCIPALI CITTA’ italiane, il nuovo numero di DOLCE VITA …la rivista più alternativa d’Italia!

Il prezzo come sempre è di 2,90 euro.

Sul sito dell’editoriale inoltre sono disponibili in pdf tutti i vecchi numeri.

www.dolcevitaonline.it

Dubstep: Bristol – Living Inside the Speaker

Si parla tanto di dubstep ultimamente, si sente parlare di questo in molti modi, molte persone lo confondono con la break beat, molti lo contestualizzano in determinate città, di seguito il trailer di “Dubstep : Bristol – Living Inside the Speaker”, 37 minuti di documentario concentrati sulla scenda dubstep di Bristol, con interviste, spezzoni, colonne sonore d’eccezione, la presentazione dell’inedito video Pinch’s “Qawwali V.I.P.”  e i visual di Sex Pixels.


Esperimento Violetto n. 12 fuori!

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(mi scuso per la mia assenza, da metà settembre si tornerà con gli aggiornamente seri).

Dolce Vita New Number Out!

Martedì 10 LUGLIO esce nelle EDICOLE DELLE PRINCIPALI CITTA’, il nuovo numero di DOLCE VITA …la rivista più alternativa d’Italia! 2,90 euro.

Info varie su www.dolcevitaonline.it